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Guida · Sovraindebitamento

Sovraindebitamento: cos’è, chi può accedere e come funziona.

Il sovraindebitamento non significa semplicemente “avere molti debiti”. Nel Codice della Crisi indica una situazione di crisi o insolvenza che riguarda determinate categorie di debitori e può aprire l’accesso a strumenti diversi: ristrutturazione dei debiti del consumatore, concordato minore, liquidazione controllata e, in casi specifici, esdebitazione.

Aggiornato: 6 ottobre 2026Lettura: 18 minContenuto informativo
Persone che consultano informazioni sul sovraindebitamento

Cos’è il sovraindebitamento secondo il Codice della Crisi?

Nel linguaggio comune si parla di sovraindebitamento quando una persona ha troppi debiti rispetto alle proprie entrate. La definizione giuridica, però, è più precisa. Il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza considera sovraindebitamento lo stato di crisi o di insolvenza che riguarda il consumatore, il professionista, l’imprenditore minore, l’imprenditore agricolo, le start-up innovative e altri debitori che non sono soggetti alle normali procedure di liquidazione giudiziale.

In altre parole, non basta avere finanziamenti, carte, debiti fiscali o rate arretrate. Occorre che la situazione mostri una difficoltà economico-finanziaria concreta: nel caso della crisi, una condizione che rende probabile l’insolvenza; nel caso dell’insolvenza, l’incapacità di adempiere regolarmente alle proprie obbligazioni.

Ministero della Giustizia · definizioni del Codice della Crisi
Non èUna semplice somma elevata di debiti
ÈUna situazione di crisi o insolvenza
RiguardaSpecifiche categorie di debitori
Può portare aProcedure diverse, non a un esito automatico
Il punto centrale non è “quanto devi”, ma se riesci ancora a sostenere regolarmente le obbligazioni con il reddito e il patrimonio disponibili.

Due persone con lo stesso importo di debiti possono trovarsi in situazioni giuridiche completamente diverse.

Il Tribunale di Torino descrive il sovraindebitamento come una situazione di perdurante squilibrio economico tra obbligazioni e patrimonio liquidabile, con impossibilità di far fronte agli impegni. È una formulazione pratica che aiuta a capire il concetto: la fotografia complessiva conta più del singolo debito.

Tribunale di Torino · scheda aggiornata sulle procedure di sovraindebitamento

Chi può accedere alle procedure di sovraindebitamento?

Le procedure non sono riservate solo ai lavoratori dipendenti o alle famiglie. Il Codice include diverse categorie di debitori che, per caratteristiche personali o dimensionali, non sono assoggettati alla liquidazione giudiziale ordinaria.

Consumatori

Persone fisiche con debiti assunti per finalità estranee all’attività imprenditoriale o professionale.

Professionisti

Ad esempio lavoratori autonomi o professionisti che rientrano nei presupposti previsti dal Codice.

Imprenditori minori

Imprese che rispettano i requisiti dimensionali previsti dall’art. 2 del Codice.

Imprenditori agricoli

Soggetti che svolgono attività agricola e rientrano nell’ambito delle procedure previste.

Start-up innovative

Le start-up innovative indicate dalla normativa possono rientrare nella disciplina del sovraindebitamento.

Altri debitori esclusi dalla liquidazione giudiziale

Il Codice include anche ulteriori soggetti non assoggettabili alle ordinarie procedure liquidatorie.

Il Tribunale di Torino e il Tribunale di Modena riepilogano espressamente queste categorie e richiamano il D.Lgs. 14/2019. Questo significa che la prima domanda da porsi non è “quale procedura voglio usare?”, ma “in quale categoria rientro e qual è l’origine dei miei debiti?”.

Tribunale di Modena · procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento

Il consumatore ha una posizione particolare

Il Codice definisce consumatore la persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigiana o professionale eventualmente svolta. Questo dettaglio è importante perché la ristrutturazione dei debiti del consumatore è una procedura pensata specificamente per questa figura.

Avere una partita IVA non esclude automaticamente ogni percorso da consumatore.

Ciò che conta è la natura dei debiti che si vogliono trattare e il profilo concreto del debitore. La qualificazione giuridica deve essere verificata sul caso reale, soprattutto quando convivono debiti personali e debiti legati a un’attività.

Quali sono le principali procedure previste?

Dal 15 luglio 2022 il riferimento centrale è il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza. Le procedure già pendenti a quella data possono continuare a essere regolate dalla disciplina precedente, mentre per le nuove situazioni il quadro di riferimento è il D.Lgs. 14/2019 e successive modifiche.

Tribunale di Siena · linee guida 2025 sulle procedure di sovraindebitamento
Procedura 01

Ristrutturazione dei debiti del consumatore

Riservata al consumatore sovraindebitato. Consente di proporre un piano ai creditori, con l’ausilio dell’OCC, indicando tempi e modalità per superare la crisi.

Procedura 02

Concordato minore

Rivolto ai debitori sovraindebitati diversi dal consumatore, nei casi e con i presupposti previsti dal Codice.

Procedura 03

Liquidazione controllata

Procedura liquidatoria in cui il patrimonio disponibile viene gestito secondo le regole del Codice per soddisfare i creditori nei limiti previsti.

Istituto 04

Esdebitazione del debitore incapiente

Strumento eccezionale per la persona fisica meritevole che non è in grado di offrire alcuna utilità ai creditori, nemmeno in prospettiva futura, salvo le condizioni previste dalla legge.

Il Tribunale di Bologna elenca oggi concordato minore, piano di ristrutturazione dei debiti, liquidazione controllata ed esdebitazione del debitore incapiente tra gli strumenti collegati al sovraindebitamento. La scelta corretta dipende dalla categoria del debitore e dal quadro patrimoniale ed economico.

Tribunale di Bologna · procedure di sovraindebitamento

Come funziona la ristrutturazione dei debiti del consumatore?

L’articolo 67 del Codice prevede che il consumatore sovraindebitato, con l’ausilio dell’OCC, possa proporre ai creditori un piano di ristrutturazione che indichi tempi e modalità per superare la crisi. La proposta può avere contenuto articolato e può prevedere il soddisfacimento anche parziale dei crediti, nei limiti e secondo le regole della procedura.

La domanda deve essere accompagnata da un quadro documentale importante: elenco dei creditori, somme dovute, patrimonio, atti di straordinaria amministrazione, dichiarazioni dei redditi e informazioni sulle entrate del debitore e del suo nucleo familiare.

Ministero della Giustizia · art. 67, ristrutturazione dei debiti del consumatore

Non è una “cancellazione automatica”

La ristrutturazione è un percorso formale. Il piano deve essere sostenibile, deve essere supportato dalla documentazione prevista e deve superare il vaglio degli organi competenti. La semplice presentazione della domanda non equivale all’omologazione e non garantisce un determinato livello di riduzione del debito.

Perché il quadro familiare conta

Il Codice richiede anche informazioni sugli stipendi, pensioni, salari e altre entrate del debitore e del nucleo familiare, insieme a ciò che serve per il mantenimento della famiglia. Questo mostra bene la logica della procedura: non si analizza il debito in astratto, ma la capacità concreta di sostenere un piano.

Persona che controlla la propria situazione economica
Una buona ricostruzione iniziale di debiti, redditi, spese e patrimonio è spesso il primo vero lavoro da fare.

Cos’è il concordato minore?

Il concordato minore riguarda i debitori sovraindebitati diversi dal consumatore. Il Codice prevede, in particolare, che possa essere utilizzato quando consente di proseguire l’attività imprenditoriale o professionale; fuori da questi casi, la proposta richiede l’apporto di risorse esterne che aumentino in misura apprezzabile la soddisfazione dei creditori.

Per questo motivo non è corretto considerarlo come la “versione per tutti” della ristrutturazione del consumatore. È uno strumento diverso, legato alla natura del debitore e alle condizioni previste dalla legge.

Ministero della Giustizia · art. 74, concordato minore

Cos’è la liquidazione controllata?

La liquidazione controllata è una procedura di natura liquidatoria. In termini semplici, il patrimonio che rientra nella procedura viene gestito secondo le regole del Codice con l’obiettivo di soddisfare i creditori per quanto possibile.

Può essere richiesta dal debitore sovraindebitato e, in determinate condizioni, anche da un creditore quando il debitore è insolvente. Il Tribunale di Torino richiama espressamente questa possibilità e segnala che il creditore può domandare l’apertura della liquidazione controllata anche quando sono in corso procedure esecutive individuali, nei casi previsti dalla legge.

Tribunale di Torino · accesso alla liquidazione controllata

Liquidazione non significa “perdere tutto” in modo automatico

Occorre distinguere tra patrimonio che rientra nella procedura, beni e redditi protetti o esclusi, esigenze di mantenimento e ulteriori regole applicabili. Questi elementi devono essere verificati nel caso concreto e non possono essere dedotti da una guida generica.

Ristrutturazione del consumatorePer il consumatore sovraindebitato.Si basa su un piano per riorganizzare il debito.
Concordato minorePer debitori diversi dal consumatore.Può essere collegato alla prosecuzione dell’attività o a risorse esterne.
Liquidazione controllataPuò riguardare diverse categorie di debitori sovraindebitati.Ha natura liquidatoria e segue regole specifiche sul patrimonio.
Esdebitazione incapientePer la persona fisica meritevole senza utilità da offrire ai creditori.È uno strumento eccezionale e soggetto a condizioni stringenti.

Che cos’è l’esdebitazione del debitore incapiente?

L’articolo 283 del Codice disciplina un istituto particolare: la persona fisica meritevole che non sia in grado di offrire ai creditori alcuna utilità, diretta o indiretta, nemmeno in prospettiva futura, può accedere all’esdebitazione alle condizioni previste dalla legge.

La norma prevede che l’accesso sia possibile una sola volta e che, se entro quattro anni dal decreto sopravvengono utilità rilevanti tali da consentire il soddisfacimento dei creditori almeno nella misura indicata dalla norma, sorga l’obbligo di pagamento secondo quanto stabilito.

Ministero della Giustizia · art. 283, debitore incapiente
“Incapiente” non significa semplicemente “senza soldi oggi”.

La procedura richiede una valutazione molto più ampia sulla meritevolezza e sull’assenza di utilità presenti o future da offrire ai creditori. È uno degli ambiti in cui la verifica professionale del caso è particolarmente importante.

Che ruolo ha l’OCC?

L’OCC, Organismo di Composizione della Crisi, ha un ruolo centrale nelle procedure di sovraindebitamento. Non è un semplice intermediario commerciale: svolge le funzioni previste dal Codice, assiste il debitore, verifica e organizza la documentazione e redige le relazioni richieste nell’ambito delle procedure.

Il Tribunale di Bologna precisa che le domande di concordato minore, ristrutturazione dei debiti del consumatore ed esdebitazione del debitore incapiente possono essere presentate dal consumatore sovraindebitato personalmente tramite un OCC costituito nel circondario del tribunale competente. Anche il Tribunale di Torino richiama l’assistenza dell’OCC per le principali soluzioni della crisi da sovraindebitamento.

Libredeti non è un OCC

Libredeti può aiutare a organizzare il primo quadro informativo e a orientare l’utente verso possibili approfondimenti, ma non svolge le funzioni attribuite dalla legge agli OCC. La distinzione è importante per evitare di confondere una prevalutazione digitale con l’attività formale prevista dalla procedura.

Vuoi mettere ordine nella situazione prima di approfondire?

Parti da debiti, entrate, patrimonio e difficoltà di pagamento. Il primo orientamento può aiutarti a capire quali domande fare.

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Quali documenti possono servire?

La documentazione esatta dipende dalla procedura e dal caso, ma il Codice e le prassi dei tribunali mostrano un principio costante: la situazione deve essere ricostruita in modo completo e verificabile. Per questo è utile iniziare a raccogliere i documenti prima ancora di decidere quale procedura potrebbe essere rilevante.

✓Elenco completo dei creditori e degli importi dovuti.
✓Contratti di finanziamento, carte, mutui, cessioni del quinto e altri rapporti debitori.
✓Dichiarazioni dei redditi e documentazione delle entrate.
✓Informazioni su immobili, veicoli, conti correnti e altri beni.
✓Documentazione su eventuali procedure esecutive, pignoramenti o atti ricevuti dai creditori.
✓Informazioni sulle spese essenziali del nucleo familiare.
✓Documenti che aiutano a ricostruire come si è formato l’indebitamento.

Per la ristrutturazione dei debiti del consumatore, l’art. 67 indica espressamente tra gli allegati l’elenco dei creditori, la consistenza del patrimonio, gli atti di straordinaria amministrazione degli ultimi cinque anni, le dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni e le entrate del debitore e del nucleo familiare.

Come si sviluppa normalmente il percorso?

Non esiste un unico percorso identico per tutti, ma è utile distinguere il momento di orientamento iniziale dalla fase formale della procedura.

1

Ricostruire la situazione

Debiti, creditori, redditi, beni, spese familiari e cause della difficoltà devono essere messi in ordine.

2

Capire il profilo del debitore

Consumatore, professionista, imprenditore minore o altra categoria: la qualificazione influenza gli strumenti disponibili.

3

Individuare il percorso da approfondire

Ristrutturazione, concordato minore, liquidazione controllata o altri istituti non sono intercambiabili.

4

Coinvolgere l’OCC o i soggetti competenti

La procedura richiede attività formali, relazioni, verifiche e documentazione che vanno oltre la semplice prevalutazione online.

5

Deposito e valutazione dell’autorità competente

L’accesso effettivo e l’esito dipendono dalla procedura, dalla completezza del caso e dalle decisioni previste dalla legge.

Persona che osserva una finestra e riflette sulla propria situazione
Il percorso corretto nasce da una ricostruzione concreta del caso, non da una promessa generica di “cancellazione dei debiti”.

Cinque errori da evitare quando si parla di sovraindebitamento

1. Cercare subito “quanto debito mi cancellano?”

La percentuale di debito non è il punto di partenza. Prima occorre capire la procedura, la sostenibilità del piano, il patrimonio disponibile, la natura dei crediti e i requisiti del debitore.

2. Confondere la vecchia “Legge 3/2012” con il quadro attuale

La disciplina del sovraindebitamento è oggi contenuta nel Codice della Crisi. Le vecchie regole continuano a rilevare per le procedure pendenti secondo la disciplina transitoria, ma per nuove domande il riferimento è il CCII.

Tribunale di Modena · entrata in vigore del CCII e disciplina transitoria

3. Pensare che tutte le persone usino la stessa procedura

Un consumatore, un professionista e un imprenditore minore non partono dallo stesso punto. Il Codice distingue strumenti e presupposti.

4. Sottovalutare la documentazione

Una ricostruzione incompleta può rendere molto più difficile capire la situazione. Prima di cercare una soluzione, spesso conviene cercare i documenti.

5. Affidarsi a promesse di risultato

Nessuna piattaforma seria può promettere in anticipo l’omologazione, l’esdebitazione o una determinata riduzione del debito. Il risultato dipende dal caso concreto e dagli organi previsti dalla procedura.

Quanto costa una procedura di sovraindebitamento?

Non esiste un prezzo unico valido per tutta Italia. I costi dipendono dalla procedura, dall’OCC competente, dalla complessità del caso, dal numero di creditori, dalla quantità di documenti da ricostruire e dall’eventuale assistenza professionale necessaria. Per questo motivo è poco serio parlare di una tariffa nazionale fissa o promettere che una procedura sia sempre “gratuita”.

Gli OCC applicano compensi e criteri che possono variare in base alla disciplina vigente e alle modalità organizzative dell’organismo. A ciò possono aggiungersi eventuali costi professionali, contributi o spese legate alla procedura. Prima di iniziare è utile chiedere un quadro scritto dei costi previsti e capire quali attività sono comprese.

Diffida delle promesse commerciali troppo semplici.

Una frase come “cancelliamo i tuoi debiti con una cifra fissa” non descrive correttamente la complessità delle procedure. Il costo reale e il risultato dipendono dal caso concreto e dal soggetto che svolge le attività previste dalla legge.

Quanto dura una procedura?

Anche sui tempi non esiste una risposta unica. Una fase iniziale può richiedere settimane o mesi solo per raccogliere documenti, ricostruire la posizione debitoria e predisporre la relazione necessaria. Dopo il deposito, i tempi dipendono dalla procedura, dal tribunale competente, da eventuali integrazioni documentali, dalle contestazioni dei creditori e dalla complessità della situazione.

È quindi più utile distinguere tre tempi diversi: il tempo per preparare il caso, il tempo della fase giudiziale e il tempo di esecuzione del piano o della liquidazione. In alcuni casi il percorso può svilupparsi su più anni, soprattutto quando il piano prevede pagamenti rateali o quando la liquidazione richiede la gestione di beni e rapporti complessi.

La durata non è necessariamente un segnale negativo. Una procedura che richiede tempo può essere strutturata proprio per permettere al debitore di rispettare un piano sostenibile, tutelare le esigenze familiari e garantire ai creditori il trattamento previsto dalla legge.

Che cosa succede alla casa e agli altri beni?

La presenza di una casa di proprietà non significa automaticamente che il debitore non possa accedere a una procedura, così come non significa automaticamente che l’immobile venga sempre conservato. Il trattamento dei beni dipende dalla procedura scelta, dal valore, dai vincoli esistenti, dall’eventuale mutuo, dalla convenienza per i creditori e dalle regole applicabili.

Nella ristrutturazione dei debiti del consumatore, ad esempio, il piano può essere costruito tenendo conto della situazione patrimoniale e delle risorse disponibili. Nella liquidazione controllata, invece, la logica è diversa e il patrimonio liquidabile assume un ruolo centrale. Per questo non è corretto scegliere la procedura soltanto sulla base del desiderio di “salvare la casa”: prima bisogna capire quale strumento è giuridicamente applicabile e sostenibile.

Lo stesso vale per automobili, conti correnti, quote societarie o altri beni. Una guida generale può spiegare i principi, ma il perimetro concreto dei beni coinvolti richiede una verifica professionale.

Quali debiti possono rientrare?

Le situazioni di sovraindebitamento possono comprendere debiti di natura molto diversa: finanziamenti personali, carte di credito, mutui, cessioni del quinto, debiti fiscali, debiti verso fornitori, obbligazioni derivanti da attività professionali o imprenditoriali e altre passività. Il fatto che un debito esista, però, non significa che venga trattato nello stesso modo di tutti gli altri.

Alcuni crediti possono godere di privilegi o garanzie; altri possono essere soggetti a regole particolari. Anche la natura del debitore incide: un debito personale contratto da un consumatore e un debito derivante da un’attività professionale possono portare a percorsi diversi.

Per questa ragione, una delle prime attività utili è creare un elenco completo dei creditori, specificando per ciascuno importo, origine del debito, eventuali garanzie, stato dei pagamenti e presenza di procedure esecutive. Non basta indicare “ho 80.000 euro di debiti”: occorre capire da dove arrivano e come sono distribuiti.

Quando conviene chiedere aiuto?

Non è necessario aspettare il pignoramento o la totale impossibilità di pagare. Se le rate assorbono una quota crescente del reddito, se si usano nuovi prestiti per pagare vecchi debiti, se si iniziano a saltare bollette o imposte per sostenere i finanziamenti, oppure se il patrimonio disponibile non è più coerente con le obbligazioni assunte, può essere utile iniziare a ricostruire la situazione.

Un orientamento tempestivo non significa che si debba necessariamente avviare una procedura. Può anche servire a capire che il caso non rientra nel sovraindebitamento o che esistono soluzioni più semplici. Il valore del primo passaggio sta proprio nell’evitare decisioni affrettate basate su informazioni incomplete.

Prima di parlare con un OCC o con un professionista, può essere utile preparare una fotografia essenziale: reddito netto mensile, spese familiari necessarie, elenco di tutti i debiti, rate residue, eventuali arretrati, beni posseduti e atti ricevuti dai creditori. Più il quadro è chiaro, più è semplice capire quale tipo di approfondimento serve.

Domande frequenti

Quanto debito bisogna avere per essere sovraindebitati?

Non esiste una soglia unica valida per ogni procedura e ogni situazione. Il concetto riguarda la crisi o insolvenza del debitore. Alcune specifiche regole possono prevedere soglie in particolari ipotesi, ma non è corretto ridurre il sovraindebitamento a un importo minimo universale.

Un lavoratore dipendente può accedere?

Sì, se rientra nella definizione di consumatore o in altra categoria prevista e si trova in una situazione di sovraindebitamento. La procedura applicabile dipende dal profilo e dalla natura dei debiti.

Un pensionato può accedere?

In linea generale una persona fisica pensionata può rientrare nella disciplina se sussistono i presupposti richiesti. Pensione, spese e patrimonio entrano nella valutazione economica del caso.

Si possono includere debiti fiscali?

Le procedure possono coinvolgere diverse categorie di crediti, ma il trattamento concreto dipende dal tipo di credito, dalla procedura e dalle regole applicabili. È un punto da verificare nella costruzione del caso.

Serve per forza un OCC?

L’OCC svolge un ruolo centrale nelle procedure di sovraindebitamento e la normativa ne prevede l’ausilio nelle principali procedure. La modalità concreta di accesso dipende dal tipo di domanda e dal tribunale competente.

Il sovraindebitamento cancella tutti i debiti?

No. Non esiste una cancellazione automatica. L’effetto finale dipende dalla procedura, dal piano, dalla situazione patrimoniale e dalle decisioni degli organi competenti.

Posso fare tutto online?

Il primo orientamento e la raccolta di informazioni possono essere digitali, ma le procedure previste dal Codice comportano attività formali, documenti e intervento di soggetti competenti.

Libredeti decide se posso accedere?

No. Libredeti può aiutare a organizzare il primo quadro e a individuare possibili percorsi da approfondire. La verifica formale dei requisiti non viene effettuata dalla piattaforma.

Questa guida è informativa.

Non costituisce consulenza legale, non determina l’accesso a una procedura e non sostituisce la valutazione di un OCC, di un professionista o dell’autorità competente.